Sardigna su L’Unione Sarda
pubblicato il 28 November 2007 alle 17:28L’articolo de L’Unione Sarda di oggi su Sardigna e l’incontro con Franciscu Sedda di stasera:
28 novembre, h. 21.00 - Presentazione libro “La vera storia della bandiera dei sardi” di Franciscu Sedda
pubblicato il 22 November 2007 alle 12:49
Sardigna, la terra sarda ricostruita in Second Life (il più celebre mondo virtuale tridimensionale online) dai fratelli Marco e Mario Pireddu, incontra mercoledì 28 novembre Franciscu Sedda, autore del libro La vera storia della bandiera dei sardi (Edizioni Condaghes, 2007).
Diverse le domande che Sedda, docente di semiotica presso varie università tra cui la Sapienza di Roma e Tor Vergata, pone a se stesso e al lettore nel suo saggio: qual è la bandiera dei sardi? E soprattutto, “i sardi”, chi sono? Chi sono stati? Chi vogliono essere? La vera storia della bandiera dei sardi è un libro che «cerca di fare chiarezza sulle vicende e le vicissitudini della bandiera dei sardi ma soprattutto offre una visione globale su mille anni di storia sarda e mediterranea».
I simboli e le bandiere che circolano sull’isola dall’epoca dell’indipendenza giudicale sino ai giorni nostri, oggetti che per il semiologo sardo hanno un valore solo se capaci di incarnare desideri e aspettative di un popolo, diventano dunque strumenti per rileggere la storia sarda. Incontrando l’autore in Second Life, chiunque avrà modo di partecipare alla presentazione del libro e alla discussione sui temi trattati, rivolgendo domande direttamente all’autore stesso anche a voce (serve solo avere microfono e cuffia).
L’articolo di Franciscu Sedda su L’Unione Sarda del 27 ottobre 2007:
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Sedda_Qual è la bandiera dei sardi
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Il progetto “Sardigna in Second Life” nasce da un’idea di Mario Pireddu, che svolge attività di ricerca in comunicazione, formazione e nuovi media presso varie università (tra cui Roma Tre, Università di Macerata e Sapienza). Il senso profondo del progetto “Sardigna in Second Life” è quello di esaltare non solo la capacità del virtuale di farsi luogo di deposito ed esposizione del passato di una cultura ma di divenire occasione per percorsi emotivi e conoscitivi originali, offrendo al visitatore - nel presente - l’esperienza di un futuro possibile che ancora non è accessibile nella dimensione “reale”.
L’autore

Franciscu Sedda è docente a contratto di Semiotica presso le Università “La Sapienza” e “Tor Vergata” di Roma, dove svolge attività di ricerca sui temi della teoria semiotica e del rapporto fra culture e globalizzazione. Il suo Tradurre la tradizione (Meltemi 2003) ha ottenuto il Premio “Sandra Cavicchioli”, presieduto da Umberto Eco, per la miglior tesi in semiotica nel biennio 2001-2002. Ha curato Tesi per una semiotica delle culture (Meltemi 2006) di Jurij Michalovič Lotman. Fra le sue altre opere, Tracce di Memoria (Condaghes 2002) e Glocal. Sul presente a venire (a cura, Sossella 2004).
Il libro

Dim. 15×21 cm
Pagg. 224
Anno di edizione: 2007
ISBN 978-88-7356-115-6
Collana: Pósidos
Prezzo: 18,00 Euro
Qual è la bandiera dei sardi? E soprattutto, “i sardi”, chi sono? Chi sono stati? Chi vogliono essere? Non si tratta di domande ovvie, non si tratta di risposte scontate. Questo libro cerca di fare chiarezza sulle vicende e le vicissitudini della bandiera dei sardi ma soprattutto offre una visione globale su mille anni di storia sarda e mediterranea.
Seguire questa narrazione, che è ricerca rigorosa e racconto denso di ritmo, significa lanciarsi in una galoppata intellettuale ed emotiva. Significa avventurarsi alla scoperta delle pieghe della coscienza collettiva dei sardi, scandagliarne lacerazioni e conflitti, contraddizioni e paradossi, ibridazioni e singolarità, potenzialità latenti e traduzioni possibili. Seguire questa storia significa immergersi in un groviglio di progetti e casualità, di guerre reali e lotte simboliche, di eventi materiali e desideri umani: ma soprattutto di ingiustizie e svelamenti, di non senso e senso. Si tratta di una storia a volte folle, altre volte esaltante, sempre profondamente intensa.
Il lettore non sardo vi troverà una Sardegna fuori dagli schemi, il lettore sardo vi troverà se stesso messo in causa e in gioco. Perché di questo si parla indagando simboli e bandiere: delle forme della nostra appartenenza, delle definizioni di noi stessi che motivano ciò che sentiamo e crediamo di essere, delle identificazioni che ispirano le nostre azioni.
È tempo di lavare i nostri panni e le nostre bandiere in pubblico: per riflettere davvero su noi stessi, per provare a trasformare la nostra storia.















